Sanremo2015_PrimaPuntata_Super_Successo_RadioSelfie.it

Ascolti boom per la prima serata del Festival di Sanremo di Carlo Conti. In media gli spettatori sono stati 11 milioni e 767 mila, pari al 49,34%. Dati superiori di quasi un milione di spettatori e circa quattro punti di share rispetto alla media della prima serata del Festival 2014 targato Fabio Fazio, che aveva raccolto una media di 10 milioni e 938 mila spettatori pari al 45,93%.

 

 

Le pagelle

Chiara, una voce in affanno – Da promotrice finanziaria a Sanremo passando per il solito talent, il tutto in due calendari: troppo presto, e troppo poco. Di Straordinario ha il vestitino stile Ape Maia, ma il brano è polvere di Arisa, la voce inamidata con problemi negli stacchi e affanni di glissando e legato.

Voto: 5-

Gianluca Grignani, cupo e inconsistente – Divorato da se stesso, tenta un improbabile rilancio ma la cantata del lamento lo rende patetico e certe rime «inferno/inverno» infieriscono su una voce che tradisce il rogo di antiche aspettative. Sogni Infranti è inconsistente nella sua cupezza.

Voto: 4

 

Alex Britti, tanto mestiere e poca voce – L’intro di Un Attimo Importante ricorda China Girl (Iggy Pop, David Bowie), ma, per fortuna, è solo un attimo. Che sa suonare la chitarra si sa, che non sa cantare, se non lo sapevamo, l’abbiamo scoperto stasera. Il mestiere si sente che c’è, la scintilla si sente che manca.

Voto: 5–

 

Malika Ayane, ghirigori senza calore – Piuttosto incerta all’inizio, si riprende sul registro alto ma sulle note tenute sbanda; il suo ghirigoro Adesso e qui (nostalgico presente), sconta una raffinatezza onanistica, senza calore né direzione. Più fumo che arrosto.

Voto: 5

 

Dear Jack, colonna sonora per insulsi – Made in De Filippi, premio della critica Fanta (mica pizza e fichi), le giovani risorse fanno d’istinto rimpiangere Erode. Il Mondo Esplode Tranne Noi suggerisce una colonna sonora per insulsi telefilm di Rai YoYo, ma è la puberal version di Un Senso di Vasco.

Voto: 1–

 

Lara Fabian, cantante da Eurofestival – Non è veneta, è di Bruxelles. Famosa dappertutto tranne che in Italia, giustamente va al Festival italiano, che interpreta quasi fosse l’Eurofestival. La Voce c’è, anche se sulle note alte a volte arranca; ma il pezzo (si sente la mano di Zanotti) melodicamente è complesso.

Voto: 6

 

Nek, lo salva il mestiere  – Un altro che, dopo stagioni rutilanti, ora lotta per restare. Ma gli va dato atto almeno di un mestiere, di un certo sforzo per crescere. Fatti Avanti Amore insegue la radiofonia, lascia il tempo che trova, ma ci mette grinta ed è proposta con la giusta convinzione.

Voto: 6+

 

Grazia di Michele e Mauro Coruzzi, esili e confusi – Diretti da Lucio Fabbri, con Io sono una Finestra sposano la troppo facile opzione della confusione esistenziale ossia di genere; ma quella dello chansonnier è arte delicata, preclusa a Platinette, e Grazia soccorre come può nell’esilità musicale e lirica.

Voto: 4

 

Annalisa, la voce c’è ma non il pezzo – Altro prodotto della fucina di Amici, ma in Una finestra tra le stelle almeno si canta sul serio, la voce sale sicura, ed è una rarità in questa edizione, sul registro alto. Il problema è che Kekko dei Modà, che ha scritto per mezzo festival, cucina sempre il solito piattino sciapo.

Voto: 6+

 

Nesli, senza arte né parte  – Il rapper che ricorda un cereale, fratello dell’altra Fibra, il Fabri, conferma che un artista in famiglia avanza pure. Non azzecca una nota manco a acciaccarlo, Buona Fortuna Amore è decrepito Grignani d’antan. Fatti la barba e va’ a casa.

Voto: 2 di incoraggiamento.