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La prima ed esclusiva cosa che salta all’occhio dello spettatore è la messa in scena, ambientata in luoghi fascinosi da cui, stranamente, non si riesce a distogliere lo sguardo. Tolto questo resta il nulla o almeno non caratteristiche degne di nota. C’è l’evidente incapacità di recitazione di Daniel Redcliffe, che deve averla probabilmente lasciata nelle stanze di Hogwarts, e lo sforzo sovraumano che fa James McAvoy per trascinare da solo l’intera pellicola, finendo per enfatizzare un personaggio in modo eccessivo, quasi come se fosse un supereroe degli ultimi suoi film. La trama è fragile come la sceneggiatura che crolla in più punti sfiorando l’ovvietà. Il richiamo è ai grandi classici: Il gobbo di Notre Dame, La bella e la bestia è troppo evidente e finisce per mascherare l’intera pellicola che manca di un gancio che arpioni se non l’anima almeno la mente che, a qualche giorno di distanza, già fatica a ricordarsene. Non male la fotografia i cui toni si rispecchiano già dal poster, scopiazzato dall’Harry Potter di cui è noto già sopra. Paul McGuigan (si, quello di Slevin-Patto Criminale) non riesce nell’intento di affascinare con una storia ormai satura di trasposizioni, quando sarebbe più che bastato il capolavoro di Mel Brooks.

@Concya87
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