MARCO MENGONI

Tutto sold out il tour

MARCO NEGLI STADI 2023

7 date live esaurite nelle città di

Bibione, Padova, Salerno, Bari, Bologna, Torino, Milano 

Grande festa  finale

al Circo Massimo il 15 luglio a Roma

una intera giornata di musica con tantissimi ospiti:

Elodie, Bresh, Gazzelle, Samuele Bersani

 In autunno il primo tour nei grandi spazi europei:

Barcellona, Bruxelles, Amsterdam, Parigi, Francoforte, Vienna, Zurigo e Monaco

 Vincitore del Nastro d’Argento 2023
per la miglior canzone originale con Caro amore lontanissimo,
parte della colonna sonora del film “Il Colibrì”

Marco Mengoni è tornato nuovamente on stage con Marco Negli Stadi 2023, un tour completamente sold out negli stadi più importanti d’Italia. Un’esplosione di energia e condivisione, in cui l’artista ritrova il suo pubblico a un anno dal debutto negli stadi di Milano e Roma della scorsa estate e dopo un tour nei principali palazzetti nell’autunno 2022, andato completamente esaurito in pochissimo tempo.

 

Prodotto e organizzato da Live Nation, il tour è partito sabato 17 giugno con un’anteprima dallo Stadio Comunale di Bibione (VE) davanti a oltre 25.000 persone, per poi debuttare ufficialmente a Padova il 20 giugno e proseguire a Salerno il 24 giugno, a Bari il 28 giugno, a Bologna il 1 luglio, a Torino il 5 luglio e a Milano l’8 luglio, concludendosi ufficialmente con il gran finale al Circo Massimo il 15 luglio.

 

Tutte le date di Marco Negli Stadi sono sold out. I biglietti per la data al Circo Massimo sono disponibili su www.ticketone.it, www.ticketmaster.it, www.vivaticket.com

Il viaggio live di Marco Mengoni continuerà anche oltre confine il prossimo autunno con un tour, per la prima volta, nei principali palazzetti europei, simbolo della scena musicale del nostro continente che ha visto protagoniste alcune delle più importanti star internazionali. Il cantautore è atteso in 8 nuove città: Barcellona (18 ottobre), Bruxelles (21 ottobre), Amsterdam (23 ottobre), Parigi (25 ottobre), Francoforte (27 ottobre), Vienna (29 ottobre), Zurigo (31 ottobre) e infine Monaco (2 novembre).

Marco Negli Stadi è un’esperienza da vivere, un momento di condivisione ed emozione che racconta i suoi 13 anni di carriera. Grazie alla sua unicità musicale e ai numerosi successi contenuti nei suoi vari progetti discografici, Marco porta on stage il suo repertorio più amato, oltre ai brani più recenti contenuti nella trilogia Materia, certificata con quattro dischi di platino e da poco conclusasi con la pubblicazione dell’ultimo capitolo Materia (Prisma).

 

Dai suoi esordi Marco Mengoni conta 8 album in studio, 74 dischi di platino, oltre 2 miliardi di streaming totali audio/video e 9 tour live. Gli ultimi due anni, e in particolare il 2023, sono stati “incredibili e inaspettati”, a partire dalla pubblicazione di Materia (Terra) a dicembre 2021, proseguita con i primi show negli stadi di Milano e Roma la scorsa estate e una serie di palazzetti sold out in autunno, in contemporanea all’uscita dell’album Materia (Pelle). La vittoria del 73° Festival di Sanremo con il brano “Due Vite” (triplo platino), la pubblicazione dell’ultimo capitolo Materia (Prisma) e la partecipazione all’Eurovision Song Contest a Liverpool dove si classifica quarto, sono stati ulteriori traguardi di quest’anno che hanno permesso a Marco Mengoni di trionfare in Italia e all’estero.

Marco Mengoni è il vincitore del Nastro d’Argento per la miglior canzone originale con il brano “Caro amore lontanissimo”, versione inedita di un brano di Sergio Endrigo che la famiglia del cantautore ha voluto affidare alla sola voce di Mengoni. Registrata con orchestra in presa diretta, questa canzone – che porta anche la firma di Riccardo Sinigallia – dimostra la stima che da sempre lega Marco ai grandi cantautori della nostra tradizione musicale, oltre a rappresentare un’esplorazione ancora diversa del mondo musicale. Da subito, Marco ha riconosciuto l’affinità del brano con la storia de Il Colibrì, film di Francesca Archibugi, in cui “Caro amore lontanissimo” rappresenta il perfetto tassello narrativo.

IL PALCO DI MARCO NEGLI STADI

Il palco di MARCO NEGLI STADI prende vita anche questa volta dai disegni di Marco stesso e si ispira alle atmosfere e alle suggestioni creative della trilogia Materia. L’idea è di amalgamare elementi tipici dello staging delle iconiche trasmissioni musicali televisive e radiofoniche degli anni ‘70 con le dimensioni degli stadi. Nasce, così, il cuore del palco centrale, una cavea con i suoi gradoni a semicerchio di varie altezze, su cui sono posizionati i musicisti, che rimangono protagonisti in tutti i momenti dello show; un abbraccio musicale con Marco al centro, che rimane sempre connesso alla sua band. Il lavoro sviluppato con i Black Skull, celebre studio creativo londinese che cura lo show-design dei live di artisti internazionali e grandi eventi, aggiunge altri elementi caratterizzanti delle atmosfere seventies: il pavimento e la scala centrale argentata ad esempio, che nasconde un elevatore, o l’arco di proscenio (22 x 16 mt) che incornicia la scena principale e delimita la profonda cupola sopra il palco, tratteggiata dai numerosi punti luminosi. Il palco per queste date negli stadi si contamina con il mondo musicale più attuale di Marco: ai lati delle scale compaiono, infatti, alcuni elementi prismatici scomposti.

Appeso al centro della scena un imponente Halo Circular Truss: un cerchio di 9 metri di diametro (1 tonnellata di peso) che segue il movimento dello show grazie ai 4 motori a velocità variabile, allestito con 30 fari di ultimissima generazione per creare una fotografia unica per lo show.

È una passerella da oltre 30 metri che permette a Marco di raggiungere il cuore del parterre, prima grazie al palco circolare, che cela una struttura motorizzata che si eleva fino a 5 m da terra e su cui Marco si ritroverà a cantare alcuni dei suoi brani più importanti. Questa volta, pur mantenendo la forma cubica, la struttura è aperta sui quattro lati per svelare al suo interno, questa volta, una forma prismatica, l’elemento chiave dell’ultimo capitolo di Materia che, colpito da luci, riflessi cangianti, laser ed effetti speciali, anima la scena, filtrando, scomponendo e riflettendo i colori in tutto lo stadio e trasformandosi all’occasione nello specchio in cui Marco si riflette per raccontare la sue parte più intima e autentica. Un modo per ricordare come L’uomo è un prisma: ha la capacità di assorbire esperienze, filtrarle e scomporle per analizzarne ogni possibilità e ogni significato…”.

Oltre il prisma la passerella si estende ancora e si abbassa, permettendo così a Marco di esibirsi realmente al centro del parterre e immerso nel suo pubblico sia durante l’opening dello show poi nel cuore dello spettacolo mentre regala ai fan alcuni dei brani più amati.

A completare lo staging tre schermi ad altissima definizione (280 mq di LED utilizzati come “vasi comunicanti” per tutta la larghezza del main stage) per dare dinamicità e continuità anche alla parte video, in grado di esaltare i visual scelti e, soprattutto, le riprese live che mixano e sovrappongono immagini di Marco della band e pubblico. Le riprese sono affidate alla regia multicamera di Cristian Biondani, che ha curato grandi eventi come Eurovision oltre ad aver lavorato in show live di artisti internazionali come Ben Harper, The Cure, Lady Gaga e Linkin Park. Marco Negli Stadi è, inoltre, il primo tour live in Italia ad utilizzare CuePilot, il software di gestione integrata utilizzato per i grandi eventi in grado di creare un flusso di lavoro digitale che includa e integri tutti i reparti creativi dello show.

Le luci, come già nel precedente live, sono curate da Jordan Babev (già in tour, tra gli altri, con Phoenix ed Editors) e studiate per riprodurre un impianto di tipo teatrale che dia profondità e calore all’impianto scenico; comprendono circa 350 sorgenti luminose di ultima generazione, in particolare i fari led che disegnano il ring centrale e che percorrono tutto l’arco del proscenio.

LA BAND

Sul palco con Marco Mengoni, che ha curato anche gli arrangiamenti di tutti i brani, un gruppo di straordinari musicisti con la direzione di Giovanni Pallotti (anche basso, synth e programmazione): Peter Cornacchia (chitarre), Massimo Colagiovanni (chitarre), Davide Sollazzi (batteria, batterie elettroniche), Benjamin Ventura (pianoforte, piani elettrici, synth), Leo Di Angilla (percussioni, ritmiche elettroniche), Adam Rust (organo, synth), Moris Pradella (backing vocalist, direzione cori, chitarra acustica), Yvonne Park (backing vocalist), Elisabetta Ferrari (backing vocalist), Nicole di Gioacchino (backing vocalist).

LA SCALETTA

 

Una scaletta con 25 canzoni, di cui 10 tratte dal progetto Materia, che vede unisce alcuni brani che non vengono eseguiti live da tanto tempo, ad altri che vengono portati sui palchi italiani per la prima volta. Marco negli stadi sarà l’occasione per vedere e ascoltare finalmente live “Due Vite”, il brano con cui Marco ha vinto Sanremo quest’anno e che lo ha portato a classificarsi quarto all’Eurovision Song Contest.

È stato fatto un lavoro di arrangiamento puntuale, cercando dei comuni denominatori tra i brani e portando quelli più distanti nel tempo nei mondi sonori più recenti di Marco, come ad esempio per No stress, Io ti aspetto (che si avvicina al mondo di Ma stasera) o Proteggiti da me. La set list non rispetta un ordine cronologico, i brani scorrono per affinità musicale, sono molto più suonati e liberi, con un attento lavoro di arrangiamento, a partire da una ritmica importante, per renderli perfetti per un concerto in uno stadio.

 

LO SHOW

Si spengono le luci e il pubblico è pronto ad immergersi nel mondo di Mengoni ancora una volta: immagini in bianco e nero sugli schermi introducono lo show, passando dai ricordi più lontani a quelli da poco vissuti e ancora fortemente vivi di questo 2023 incredibile, fino ai momenti più intimi di Marco, ai dettagli di backstage pochi secondi prima inziare il suo concerto. La voce di Marco pronuncia alcune parole chiave come: salva tutto, ricordi, come una formica, memorie, non scappare, salva, mentre Marco entra nello stadio dal fondo del parterre (un ingresso che recupera il mood dei grandi raduni musicali degli anni ‘70) intonando Cambia un uomo, il brano manifesto di Materia (terra) che ha aperto questo lungo viaggio musicale, chiudendo il brano sul palco al centro del parterre, circondato da musicisti e coristi,  immerso nel suo pubblico . Segue Esseri umani, uno dei brani più amati dal pubblico: sugli schermi immagini degli spettatori che diventano gli “esseri umani” protagonisti della canzone, fuse con la figura di Marco, che lascia spazio al pubblico invitandolo poi a fare “un passo di dance”. Il palco si accende, è il momento di No stress, un invito a muoversi in totale libertà, come fa lo stesso Mengoni e i ballerini che si moltiplicano sugli schermi per un momento di liberazione collettiva. Al termine Marco scompare nel retro del palco e sugli schermi appare un video con una versione estremamente libera e fisica di marco che si allena (una citazione quasi alla routine di American Psycho) alternati ad alcuni inviti rivolti al pubblico: Relax, Enjoy, Shout, Dance, Sing, Feel Free To Be Yourself. Parole che racchiudono molto del senso di questo spettacolo: un inno alla libertà di essere se stessi, senza costrizioni, senza ansie, un invito a vivere senza rimpianti, senza se e senza ma, apprezzando in libertà ogni singolo momento.
Cambia l’atmosfera, la musica si fa sempre più incalzante e gli schermi si riempiono di fuoco, il rosso diventa dominante, le luci dell’Halo circolare, ora perpendicolare alla base del palco, si fanno pulsanti e seguono il ritmo sempre più veloce che sfocia nell’attacco di Voglio. È show puro quello che vede Mengoni innalzato su un elevatore (4 metri) al centro del palco principale, incorniciato dal Ring come in un cerchio infuocato. Gli stacchi del pezzo vengono sottolineati anche dalle 8 fiamme alte 10 metri che puntellano il fronte palco. Segue Muhammad Alì, accompagnato da immagini di cronometri e countdown, a sottolineare come “Qui si vince o si perde in un attimo”, una riflessione su come anche le cadute siano funzionali a capire come resistere e affrontare la vita. Si torna poi agli esordi di Marco, nel 2009, con una cover rimasta ben impressa nell’immaginario del grande pubblico: Psycho Killer, sicuramente la canzone più punk dello concerto che racconta i condizionamenti e i fili invisibili che spesso ci manovrano. Si continuano a celebrare i primi anni di carriera di Mengoni, arrivando al 2010 con Credimi Ancora in una potente versione rock tra chitarre distorte, fiamme e luci pulsanti. Dal punk rock si scivola verso il funky con l’arrangiamento live di Mi Fiderò, che si apre con l’immagine di un intenso abbraccio, esprimendo il desiderio di unirsi quando ci si affida ad un’altra persona. Un’improvvisa interferenza seguita da una sigla originale composta per l’occasione proietta il pubblico negli anni ‘70, con una presentatrice d’eccezione: Drusilla Foer irrompe negli schermi e, tra luci retrò e look gold, presenta con sfumature ironiche la band e lo stesso Marco. Segue un medley di alcuni brani iconici, tra cui Dance To The Music (1967 Sly and the Family Stone), Respect (1967 Aretha Franklin), Move On Up (1970 Curtis Mayfield), Something Got a Hold on Me (1962 Etta James) e Something Special (1986 Patti Labelle) affidato alle voci incredibili dei coristi. Marco rientra in scena  e il pubblico si fa travolgere da Luce, brano estratto da Materia (Terra) che sprigiona un’intensità emotiva e musicale, alternata ad una dimensione più intima ed essenziale. L’atmosfera si fa sempre più da club anni ’70, una sola luce illumina Marco mentre gioca con la sua voce accompagnato dal pianoforte, il pubblico segui in silenzio per esplodere all’attacco di Proteggiti da me, in una versione ancora più black rispetto alle precedenti versioni. Segue Parole in circolo, musicalmente molto libera, che immerge il pubblico ancora più nelle atmosfere di questo segmento. E’ il momento di portare on stage Due nuvole, uno dei brani contenuti nel nuovo album Materia (Prisma): sugli schermi si inseguono nuvole che attraversano tutto lo spettro di colori, dal blu al viola, dal giallo al verde. La performance si conclude con un omaggio a Tina Turner, una delle artiste che maggiormente ha influenzato Marco, che con i suoi  coristi intona What’s love got to do with it. Bastano le prime note perchè il pubblico riconosca la canzone con cui il cantautore ha vinto Sanremo nel 2013: L’Essenziale. La canzone si chiude con un accenno di Crazy In Love di Beyoncé, che apre le porte a Pazza Musica (attuale singolo in rotazione). Si è pronti quindi ad immergersi in una dimensione di grande festa colorata con impiego di luci laser. Un monologo di Marco apre la successiva parte dello show. Una riflessione che parte proprio dal significato che Mengoni attribuisce al prisma, esplorando ogni singola sfaccettatura che caratterizza l’essere umano e capendo cosa è veramente importante, senza aver paura di commettere errori “​​Non siamo nati per non sbagliare mai… No, siamo nati per sbagliare, per chiedere scusa, per dire grazie”. Un’analisi introspettiva, sull’importanza di lavorare su se stessi per migliorarsi e perdonarsi, “Vorrei sapere incassare i colpi e trasformarli in possibilità”. Per chiudere, una dichiarazione d’intenti: “E allora è arrivato il momento di incazzarsi e lottare, perché forse, solo tutti insieme, possiamo ancora cambiare le cose”. Dietro di lui, immagini evocative e di proteste: dalla distruzione della guerra al cambiamento climatico, le battaglie per le lotte civili, la sfilata di un pride, una manifestazione di Black Lives Matter e altre manifestazioni. Arriva Due Vite, canzone vincitrice del Festival di Sanremo di quest’anno e brano con cui Marco ha rappresentato l’Italia all’Eurovision, un ricordo che riaffiora alla mente grazie ai potenti visual che ci riportano all’atmosfera onirica di quei momenti supportata da un intero stadio che accompagna a piena voce il cantautore. In questo momento si alza al centro del parterre una struttura che eleva marco a circa 5 metri dal suolo ponendolo nel cuore del suo pubblico. Arriva Fiori d’orgoglio, altro brano incluso in Materia (prisma), e la struttura su cui canta si anima, diventando casa di un prisma che si anima ruotando e riflettendo e amplificando i raggi laser, le luci e le immagini che lo colpiscono. Torniamo all’atmosfera magica di Sai che: sullo sfondo una galassia, la struttura si abbassa lentamente riportando Marco a contatto diretto con il suo pubblico e potendo interagire con la sua immagine riflessa nel prisma durante Hola, lasciando così spazio all’intimità e a tutta la forza che caratterizza questo brano. Marco si porta nuovamente avanzando il più possibile “al centro del suo pubblico” sul palco basso all’estremità della passerella ed è il momento di Ti ho voluto bene veramente, in cui un “laser show” restituisce la sensazione di essere immersi nel mare e sotto una cascata di luci. Prima di chiudere questo momento. Chiude questa parte di show Guerriero: sugli schermi appare il volto di Marco che canta in un ideale duetto allo specchio con se stesso, mentre Mengoni lascia la scena.

Il palco si spegne, ma il concerto non è terminato, tornano tutti on stage per il gran finale con Ma Stasera, con una carica ancora più funk della versione originale, Pronto a Correre, con una spinta rock, e Io Ti Aspetto, che abbandona un po’ della sua veste dance per assumere sfumature più funk. Sono 3 hit che fanno ballare il pubblico con Marco che si muove lungo la passerella per ringraziare il pubblico culminando in una pioggia di coriandoli e stelle filanti.

Mentre il pubblico è pronto a lasciare l’arena, il palco si riaccende a sorpresa per una versione intima di Proibito che ci avvolge in una dimensione profonda che abbraccia il pubblico, per poi dare spazio a Buona vita, brano dal chiaro sapore latino con una forte componente percussiva con anche timbales, congas e bonghi, che si fonde con un basso synth ricordando un po’ le sonorità “à la Stromae”. È il finale ideale di questo percorso, un augurio e un ringraziamento sincero per tutti i presenti.

Lo styling di Marco Mengoni – come quello della band – è stato curato da Lorenzo Posocco, il quale ha previsto per Marco dei cambi outfit custom-made, oltre all’utilizzo di brand che sono diventati il simbolo di un percorso intrapreso anni fa con alcuni brand, tra cui Versace e Valentino, e aggiungendo delle novità come Mugler, GMBH e Ludovic De Saint Sernin. L’idea è di portare sul palco un’immagine forte, estremamente libera e naturale che esalti la personalità e le caratteristiche di Marco, enfatizzando anche la sua fisicità con degli abiti che fanno da second skin. Lo styling realizzato per Marco Negli Stadi 2023 ha un significato che va al di là dell’estetica: è una linea emblematica molto descrittiva, con look come la maglia metallica a Sanremo che, durante il tour, si evolve in una crystal mesh firmata Versace.

Radio Italia è Radio ufficiale di Marco Negli Stadi.

 

OSPITI AL CIRCO MASSIMO
Lo show al Circo Massimo sarà una grandissima festa, con musica ed esibizioni fin dal pomeriggio: dalle 16.30 la venue si anima e proseguirà dopo il concerto di Marco Mengoni con un gigantesco “afterparty”. Con Mengoni nel corso della giornata ci saranno tanti artisti, colleghi e amici che sono stati parte del progetto Materia tra cui alcuni dei  produttori, come Crookers, Dardust, Estremo, Mace e Whitemary.

Sul palco con Marco poi durante il concerto alcuni colleghi che hanno partecipato a Materia: Samuele Bersani, Bresh, Elodie e Gazzelle.

Con Gazzelle c’è alle spalle un’amicizia di vecchia data, nata ai tempi della collaborazione in Calci e pugni e un rapporto di stima personale e professionale che ha visto Marco e Flavio lavorare insieme e cantare sul palco dello Stadio Olimpico insieme “Il meno possibile”.

Ciò che lega Marco a Samuele Bersani è un rapporto di stima, oltre ad un lunga e sincera amicizia che li ha uniti anche nella realizzazione di “Ancora una volta”, un brano intenso e poetico che richiama l’armonia delle loro voci che si amalgamano perfettamente, dando vita ad uno spazio sospeso in cui incontrarsi.

 

Ad accompagnare Marco Mengoni sarà presente anche Bresh, featuring nel brano “Chiedimi come sto”, e artista considerato da Marco una delle penne più interessanti del panorama urban contemporaneo. Insieme daranno vita ad un’atmosfera che coinvolgerà il pubblico.

Anche Elodie sarà ospite del Circo Massimo di Marco Mengoni e insieme canteranno “Pazza musica”, il nuovo singolo estivo attualmente in rotazione che vede per la prima volta insieme due amici e due tra gli artisti più amati del panorama musicale pop italiano.

 

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