BackToTheFuture-TimeSinchronization

Per tutti i nostalgici oggi è un giorno importante, una di quelle date fondamentali per chi è stato ragazzo negli anni 80: si celebrano infatti i trent’anni di “Ritorno al Futuro”, la saga ideata da Robert Zemeckis che ha trasformato Michael J. Fox in una stella internazionale ed è diventata un cult per le generazioni a venire. La data odierna, appunto il 21 ottobre 2015,  è la stessa nella quale, nel secondo capitolo, Doc e Marty arrivano nel futuro a bordo della mitica DeLorean.

La visione a posteriori di Back To the Future Part II accentua le virtù profetiche del sequel di Robert Zemeckis. Il 2015 permette di fare l’elenco delle invenzioni che si sono effettivamente realizzate: la Mattel non ha mai commercializzato il suo skateboard-hovercraft ma adesso si può leggere il giornale su una tavoletta elettronica come il signore che sfoglia USA Today sull’autobus di Hill Valley… La cittadina è un personaggio fondamentale della saga dei viaggi nel tempo: le sue dimensioni limitate e la composizione della sua popolazione non sono soltanto una citazione al cinema di Frank Capra. Il suo ruolo è molto simile a quello di Magic Town di William A. Wellman: i suoi cittadini sono un campione demoscopico attraverso cui è possibile prevedere l’avvenire americano. La necessità di ampliare e di moltiplicare le situazioni narrative è un’imposizione del sequel che non pregiudica la centralità della riflessione sugli anni ottanta: il decennio reaganiano viene trattato come un crocevia fondamentale dell’epopea nazionale. Il primo capitolo rintracciava le origini dello sbaglioe le correggeva nel passato: l’ingenuità idealizzata dei fifties veniva depurata dai semi della contaminazione. Il secondo episodio mostra le inevitabili conseguenze di un’inclinazione inestinguibile: Marty McFly non può immunizzarsi dal mito del successo ad ogni costo. Il protagonista non resiste alla tentazione di comprare un almanacco sportivo del futuro per diventare ricco con le scommesse.